A piedi nudi


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L’onda e il mare

Un giorno l’onda chiese al mare: “mi vuoi bene?”.
Ed il mare le rispose: “Il mio bene è così forte che ogni volta che t’allontani verso la terra io ti tiro indietro per riprenderti tra le mie braccia. Senza te la mia vita sarebbe insignificante. Sarei un mare piatto, senza emozione. Tu sei l’ essenza del mio esistere.”.
L’onda fu felice. Tra le braccia del mare.
Facendo finta, ogni volta di volare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, per renderle preziose. Ed ogni volta il mare la riprendeva, con le sue braccia grandi, per riportarla a sé.
Raccontano che una notte la luna illuminava il mondo, e l’onda bianca lentamente, in un ballo infinito, scivolava tra un prendersi e un lasciarsi, col mare che stendeva le braccia per poi ritirarle, facendo finta a volte di non poterlo fare, perché l’onda potesse assaporare anch’essa quella precarietà che rende le cose preziose.
L’onda ed il mare sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni. E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda partirà verso la terra, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi. Nel sogno di un bene senza fine.
Tony Kospan

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Un verbario

memoria ascolto verità visione
partenza incontro emozione
armonia fiducia mistero abbandono
evento attesa lontananza vuoto
speranza spaesamento libertà silenzio
esperienza condivisione differenza
maschera suono cammino voce
equilibrio distacco viandante coraggio
pietà corpo ospitalità cura
confidenza respiro gioia sapienza
meta percorso salvezza orizzonte
follia anima attenzione compassione
presenza terra ritmo tempo
sentimento solitudine seme
rito sguardo sacrificio
viaggio cuore incanto desiderio
autentico onore disciplina gioco
eternità natura perfezione amicizia
approdo melanconia virtù eroe
madre zolla acqua traccia
leggenda paesaggio sorgente unione
spazio creazione festa segno
canto grembo giardino pianura
pietra forma fiume arte
rifugio argilla nascita ponte
piuma ospite incisione
mosaico mano materia caccia
fecondità strato campo passaggio
risorsa caverna gerarchia pazienza
rispetto ruota riparo ritorno
respiro incantesimo albero vento
illusione ostacolo gratitudine dolcezza
casa stupore sapere pienezza
dono istante contatto radice
dubbio paura potere buio
meraviglia luce inquietudine
osservazione sacralità universo fragilità
occhio forza abitudine leggerezza
sensazione

Scegliere una parola e prenderla in cura per un giorno o per una settimana.
E ispirare a lei il comportamento per l’intero giorno.


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Insieme

Altre parole avremo

Per raccontarci
Altra polvere da soffiare
Altri nodi da sciogliere

Avremo impronte ancora da lasciare
Perché qualcuno arriva sempre dopo di noi

Costruiremo altre ghirlande
Per abbellire i nostri templi
Per far scattare una scintilla
Per conservare i palpiti che nascondiamo al mondo

Altre parole avremo
Per accarezzarci
Altre lame per ferirci
Altri occhi per ritrovarci

Altri confini avranno i nostri corpi
E altri nomi le nostre paure.

Dentro alle cose ci si può perdere

Per questo
Insieme
la strada è maestra

Insieme è una parola che unisce e che scalda
Voglio conservarla bene

( di Olga Catelaia )


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Notte

” A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.
Questa e’ la notte e quel che ti combina.
Non avevo niente da offrire a nessuno se non la mia confusione”

(Jach Kerouac, la strada)